Chi sono

Sono nato negli anni in cui la televisione in Italia era ancora in bianco e nero e c’erano solo due canali, vivevo in un paese dove tutti sembravano contenti e dove si trovava tutto quello che serviva per vivere. Fin da piccolo vedevo che i maschi di famiglia si occupavano di questioni tecniche riguardo l’automobile, il ferro da stiro, la bombola del gas, cose di questo genere ed è forse da qui che è nata in me la curiosità di sapere come funzionassero tutti questi meccanismi.

Un giorno giocando in un prato trovai un secchio abbandonato con delle cose vecchie, una di queste era un rasoio elettrico e, preso dall’entusiasmo, lo portai a casa pensando potesse servire a mio padre ma sfortunatamente scoprii ben presto che non funzionava. Non mi persi d’animo e con un cacciavite lo smontai, vidi il meccanismo al suo interno e mio zio, che si intendeva di corrente elettrica, mi spiegò dopo qualche giorno perché quel pendolo avrebbe dovuto oscillare da una parte all’altra. Per me fu un’illuminazione, riuscii a trovare il guasto, che era della ruggine formatasi sulle parti in ferro, la rimossi e con un po’ di olio da cucina rimisi tutto a funzionare.

Mio padre non usò mai quel rasoio per ovvi motivi igienici, inoltre preferiva quello a mano, ma io ebbi sicuramente una grande soddisfazione e molto probabilmente anche il sentiero tracciato su quello che avrei fatto poi da grande.

Al termine della scuola dell’obbligo era ormai chiara la mia propensione per le materie tecnico scientifiche e mi iscrissi ad un istituto tecnico gestito dall’ordine dei Salesiani dove il corso prevedeva una prima parte con apprendimento diurno, pratica in laboratorio e stage formativi, mentre la seconda parte prevedeva apprendimento serale lasciando la possibilità allo studente di avere un’occupazione redditizia di giorno. Utilizzai questa opzione e al termine della prima parte di studi trovai lavoro in un’azienda che produceva macchine di condizionamento dell’aria.

Anche questa esperienza fu una pietra miliare per la mia formazione, perché mi diede l’occasione di riflettere su aspetti del lavoro che andavano oltre la parte tecnologica vista fino a quel momento. Avevo un incarico di tipo gestionale, facevo da spalla al direttore di produzione e da lì mi si aprì un mondo di concetti inesplorati per la mia esperienza del tempo ma che ad oggi rivedo comunemente nella vita e nel lavoro di ogni giorno.

Dopo la maturità sentivo dentro di me il desiderio di approfondire e consolidare tutte quelle teorie che avevo visto solo in pratica applicate al mondo del lavoro che mi davano soddisfazione per cui decisi di iscrivermi ad un corso universitario di economia e commercio.

Non fu per niente un’esperienza facile perché all’epoca l’università e le aziende erano due mondi nettamente separati e blindati dalle loro logiche di governance che per niente si interfacciavano e quindi dovetti faticare un po’ a livello mentale per far coniugare le due esperienze.

Nonostante ciò fu un periodo molto formativo, soprattutto in termini di forma mentis e, una volta conseguita la laurea, non ebbi mai grossi problemi ad reintrodurmi nel mondo del lavoro, in virtù anche del fatto che avevo alle spalle già un’esperienza lavorativa soddisfacente.

Dal 2001 ininterrottamente fino ad oggi ho ricoperto ruoli riguardati le vendite, la logistica, il marketing, la promozione e l’organizzazione di eventi per aziende di cui ero dipendente e dal 2013, lavoro in autonomia portando avanti con successo gli interessi commerciali di più aziende.

Le abilità acquisite con l’esperienza pregressa, la formazione ottenuta durante gli anni di studio e la fortuna di vivere in un’area ad alta densità industriale, mi hanno permesso di organizzare al meglio la mia nuova attività e di superare con coraggio un momento di shock economico dove tutto sembrava perduto.